Nel caso che la Direzione Generale e la Regione vogliano continuare nel progetto di trasformazione e riconversione dell’ospedale di Acquapendente in CeCAD, si chiede di prendere in considerazione tutte le osservazioni di seguito riportate, ed allora vanno da parte Sua garantiti in modo forte e congiunto all’Atto, quelle macrofunzioni presenti nel decreto 80 e nelle integrazioni allo stesso che di seguito si riportano :
- Modulo Emergenza di tipo C con medicina orientata alla gestione di definite condizioni di acuzie e subacuzie
- Attività di day hospital e di day service a garanzia dei percorsi diagnostico terapeutici;
- Chirurgia programmata di tipo ambulatoriale o di day one-day surgery;
- Attività specialistiche ambulatoriali e strumentali aggiuntive;
- Attività di degenza infermieristica
- Integrazioni assistenziali tra reparti medici e MMG.
In questo senso andranno assicurati in modo esplicito ed attraverso processi fatti alla luce del sole quei servizi che risultavano minimali e costituivano l’accordo precedente e più precisamente:
1. Funzioni Core: Punto unico di accesso, integrato con i servizi sociali dell’Ente locale, Specialistica ambulatoriale a supporto dei percorsi assistenziali per la cronicità, Ambulatorio infermieristico di comunità, Diagnostica di base (Radiologia, Laboratorio/punto prelievi), Continuità assistenziale, Assistenza domiciliare integrata
2. Modulo Emergenza di tipo "C" con medicina orientata alla gestione di definite condizioni di acuzie e subacuzie con collegamento chiaro alla rete di emergenza regionale, con copertura assistenziale sulle 24 h fornita da medici ospedalieri e da personale infermieristico dedicato, 2 posti letto osservazione breve intensiva, 15 posti letto di medicina generale, postazione 118, elisuperficie, attraverso questa organizzazione, sulla base di protocolli concordati, andrà garantita una prima diagnostica ed il successivo trattamento in loco dei casi compatibili con la propria realtà assistenziale, o il trasporto (primario o secondario) del paziente presso l’ospedale di emergenza più idoneo per la specifica condizione clinica. Andrà prevista, ad integrazione dei servizi in loco l’attivazione del teleconsulto cardiologico e radiologico.
3. Attività di day hospital e di day service a garanzia dei percorsi diagnostico terapeutici; nell’ambito della logica sopra chiarita, al fine di una migliore risposta alle necessità dell’utenza, si rende inevitabile prevedere la presenza di 2 posti letto di day hospital multidisciplinare.
4. Chirurgia programmata di tipo ambulatoriale o di day surgery e one day surgery, va garantita una linea di attività chirurgica multidisciplinare che svilupperà modelli di chirurgia ambulatoriale, di day surgery e one day surgery anche specialistica (oculistica, otorino, ortopedia, ginecologia, ecc), compatibili con la realtà organizzativa e assistenziale degli ospedali di territorio, potenziando la collaborazione con il Polo Ospedaliero Centrale per favorire l’integrazione delle risorse professionali.
Si tratta di attività del tutto compatibile con le logiche del piano regionale che non implica situazioni ad alto impatto tecnologico, essendo già presenti nel presidio ambienti operatori sicuri ed efficienti con personale qualificato come riportato nel Decreto 111 (pag102 Aspetti strutturali, tecnologici, organizzativi) “….omississ….il CeCAD dovrà rispettare i requisiti minimi strutturali, tecnologici ed organizzativi previsti dalla normativa vigente per l’ospedale di comunità..omississ….; rimandando alle linee di indirizzo dell’Agenzia di Sanità Pubblica dove vengono indicate tra le funzioni per l’ospedale di comunità “omissis…altre attività, nel rispetto delle opportune garanzie assistenziali e di sicurezza dei pazienti, quale ad esempio funzioni di day hospital e day sargery, nonché day service ambulatoriale.
La opportunità di 4-5 posti letto di day surgery e one day surgery consente di far svolgere al presidio la propria funzione in modo completo, garantendo, in un ambito di sicurezza, una semplificazione dei percorsi per l’utenza significativa ed con un impatto utile a tutta la rete. Va tenuto infatti conto della presenza in loco della tecnologia necessaria e delle risorse professionali che già oggi hanno consentito l’effettuazione di oltre 1500 interventi chirurgici anno cui vanno aggiunti APA e attività ambulatoriale meno complessa.
5. Attività specialistiche ambulatoriali e strumentali aggiuntive, l’attività ambulatoriale deve essere in grado di garantire ogni passaggio relativo ai percorsi di continuità per la cronicità e quindi deve essere presente con le specialistiche proprie dei percorsi ( es. diabetologia, cardiologia, pneumologia, oncologia, etc) ma anche con le specialistiche che consentano il governo delle complicanze quanto meno delle più comuni (es. oculistica, fisiatria, neurologia, dermatologia, endocrinologia, reumatologia, ortopedia, attività di riabilitazione, etc.). A questi andranno aggiunte le specialità di base necessarie alla popolazione e proprie delle attività ambulatoriali distrettuali (es. pediatria, attività consultoriali, medicina dello sport, odontoiatria, urologia, medicina legale, etc)
In questo senso, si ritiene fondamentale l’indicazione nell’Atto aziendale, e non più rinviabile, dell’attivazione del distretto sociosanitario montano con sede presso la struttura di Acquapendente, come espressamente specificato anche nei decreti della Presidente Polverini, non ultimo il decreto n. 111 che recita: “Inoltre occorrerà considerare la specificità di alcuni territori, quali quelli montani. La Regione dovrà predisporre appositi provvedimenti per la garanzia dell’assistenza in tali aree con l’ipotesi della costituzione dei Distretti sociosanitari montani nei territori della RMG, di Rieti e Viterbo, o con altre iniziative di programmazione”.
Con l’unicità della sede distrettuale si potrà permettere una effettiva diminuzione della spesa, una maggiore integrazione dei servizi (si evitano duplicazioni), ed una semplificazione dei percorsi per i cittadini.
6. Attività di degenza infermieristica, dalla analisi epidemiologica della situazione e da considerazioni relative alla efficienza della struttura è logico prevedere, ad integrazione di quanto sopra, all’interno del presidio anche una degenza infermieristica secondo gli standard regionali. Questa integrazione si rende utile proprio a supporto dei percorsi assistenziali relativi a patologie croniche che per alcune fasi necessitano, pur in un contesto di limitate necessità cliniche, di assistenza infermieristica ad alto impatto (p.e. “svezzamento”, post acuzie, introduzione di nuove terapie etc.). Si ritiene pertanto utile una presenza di 15 posti letto a Degenza Infermieristica.
7. Integrazioni assistenziali tra presidio ospedaliero e MMG, andranno previste in questo ambito proprio per la peculiarità del presidio modalità operative di integrazione con i MMG (medici di famiglia). Questo consentirà l’esplicitazione della massima potenzialità delle attività dell’ospedale, consentendo di evitare le “cadute” nel percorso di presa in carico del paziente con particolare riferimento a quello cronico.
A conclusione va ribadita, così come previsto dal piano la necessità della unitarietà di direzione locale tra attività ospedaliere ed attività distrettuali a garanzia della massima efficienza del sistema, della integrazione forte tra struttura e comunità locali, tra sociale e sanitario, tra acuzie e assistenza alla cronicità.
Risulta evidente che tali e tante sono le criticità rappresentate che rimane necessario un ulteriore momento di verifica e di confronto a seguito delle risposte che la Direzione stessa vorrà fornire ad integrazione della bozza dell’atto di autonomia aziendale prima di poter esprimere un parere che non risulti fortemente negativo.
Come sottolineato in altre sedi e documentazioni che riguardano la struttura di Acquapendente, punto imprescindibile è il completamento del cantiere per l’ampliamento dell’ospedale, tutt’ora fermo nonostante le varie rassicurazioni, senza del quale nessun tipo di futuro è possibile per il presidio di Acquapendente.
Inoltre il completamento dell’opera permetterebbe di riunire, negli spazi che si verrebbero a creare , tutti i servizi che attualmente sono dislocati in posti diversi tra loro e per i quali si pagano decine di migliaia di euro di affitto , risorse che potrebbero essere impiegate per migliorare i servizi e la struttura.
Si chiede alla Direzione dell’Azienda di prestare particolare attenzione, in quanto la parte dell’Atto aziendale che riguarda l’ospedale di Acquapendente e il suo territorio è quella dove si riscontra un cambiamento maggiore rispetto al passato e se si vuole portare avanti, come mi auguro, un progetto di innovazione, non si può prescindere da investimenti sia nelle risorse umane che finanziarie